STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE PER GLI ALTRI

Art. 1
Costituzione e sede
 
E’ costituita una Associazione di Organizzazioni di Volontariato della Provincia di Ravenna, denominata “Per gli altri”, della quale risultano Soci Fondatori le Organizzazioni di volontariato elencate nell’atto costitutivo.
L’Associazione ha sede nel Comune di Ravenna,  in Via Oriani n. 44.
 
Art. 2
Scopi sociali e finalità
 
L’Associazione non persegue fini di lucro e si ispira ai principi della democrazia, della partecipazione, della solidarietà ed antirazzismo, della giustizia, della pace e non violenza.
Le attività ed i servizi dell’Associazione potranno essere regolati, oltre che dal presente statuto, anche da apposito regolamento e codice etico che, redatti a cura del Consiglio Direttivo, dovranno essere approvati dall’Assemblea degli aderenti.
L’Associazione, direttamente o indirettamente tramite accordi e convenzioni con altre associazioni o con enti locali, università, fondazioni, enti privati, svolge attività a favore del volontariato e per la sua promozione.
In particolare, in via esemplificativa ma non esaustiva, può:
svolgere un ruolo di organismo di collegamento e di coordinamento delle organizzazioni di volontariato operanti nella provincia di Ravenna;
approntare strumenti ed iniziative per la crescita della cultura della solidarietà, la promozione di nuove iniziative di volontariato ed il rafforzamento di quelle esistenti;
offrire consulenza ed assistenza qualificata in campo giuridico, fiscale, amministrativo, contabile e commerciale, nonché strumenti per la progettazione, l’avvio e la realizzazione di specifiche attività, il tutto in ambito non profit;
offrire iniziative di formazione e qualificazione, in particolare nei confronti degli aderenti delle organizzazioni di volontariato;
offrire ricerca, documentazione e informazione sui principali settori d’intervento delle organizzazioni, nonché notizie e dati sul volontariato locale e nazionale;
contribuire all’attuazione dei progetti promossi dalle organizzazioni di volontariato, fornendo prestazioni o servizi previsti dagli stessi progetti.
L’Associazione può assumere ed esercitare la funzione di  Centro di Servizio per il Volontariato ai sensi e per gli effetti dell’art. 15 della Legge 266/91, per la Provincia di Ravenna.
 
Art. 3
Aderenti
 
3.1 Possono entrare a far parte dell’Associazione tutte le organizzazioni di volontariato operanti nel territorio della provincia di Ravenna, con l’esclusione degli enti di secondo livello (associazioni di associazioni).
La domanda di ammissione, nella quale si dichiara di accettare i contenuti dello Statuto, è valutata dal Consiglio Direttivo che delibererà in merito entro sessanta giorni dal ricevimento della domanda; l’ammissione decorre dalla data di delibera favorevole da parte del Consiglio. Contro l’eventuale rifiuto dell’iscrizione, il richiedente può presentare ricorso al Collegio dei Probiviri, entro 15 giorni dalla ricezione della comunicazione di rifiuto. Il Collegio dei Probiviri delibererà in merito al ricorso entro trenta giorni dal ricevimento del ricorso.
 
3.2 Possono, eccezionalmente, essere ammesse a far parte dell’Associazione anche altre tipologie di enti senza fini di lucro, operanti nel territorio della provincia di Ravenna, quali associazioni, fondazioni ed enti ecclesiastici, ai quali siano riconosciute spiccate finalità solidaristiche. La domanda di ammissione di tali enti è valutata dal Consiglio Direttivo che delibererà in merito entro sessanta giorni dal ricevimento della domanda.
 
3.3 Rimane inteso che il numero delle organizzazioni di volontariato iscritte ai Registri regionale e provinciale dovrà essere sempre prevalente rispetto alla somma di tutte le altre tipologie di enti e organizzazioni non iscritti a tali Registri.
 
3.4 Le organizzazioni aderenti cessano di appartenere all’Associazione per:
scioglimento dell’associazione o organismo rappresentato, nonché trasformazione in soggetto diverso dall’organizzazione di volontariato salvo, in questo ultimo caso, apposita delibera di Consiglio che riconosca che l’ente mantiene i requisiti di cui all’art. 3.2 del presente statuto;
mancato rinnovo dell’iscrizione al registro del volontariato, salvo apposita delibera di Consiglio che riconosca che l’ente mantiene i requisiti di cui all’art. 3.2 del presente statuto;
dimissioni volontarie;
comportamento contrario allo statuto, al regolamento, se emanato, al codice etico, se emanato;
morosità.
 
Art. 4
Doveri e diritti degli aderenti
 
Tutti gli aderenti hanno pari doveri e diritti.
Gli aderenti sono tenuti a:
a)rispettare le norme del presente statuto, i regolamenti interni, il codice etico e le deliberazioni regolarmente adottate dagli organi associativi;
b)mantenere sempre un comportamento corretto nei confronti dell’Associazione;
c)corrispondere la quota associativa annuale eventualmente deliberata dal Consiglio. Tale quota è intrasmissibile e non soggetta a rivalutazione.
Gli aderenti hanno diritto a:
a)partecipare a tutte le attività promosse dall’Associazione;
b)partecipare direttamente o per delega all’Assemblea con diritto di voto purché ogni persona fisica non voti in Assemblea per più di due aderenti.
Gli aderenti non possono vantare alcun diritto nei confronti del patrimonio dell’Associazione.
 
Art. 5
Gli organi dell’Associazione
 
Sono organi obbligatori dell’Associazione:
l’Assemblea;
il Consiglio Direttivo;
il Presidente;
il Collegio dei Probiviri;
il Collegio dei Revisori dei Conti.
Tutte le cariche sociali sono gratuite. E’ previsto il rimborso delle spese sostenute per lo svolgimento  delle attività connesse alla carica ricoperta in seno all’Associazione.
 
Art. 6
L’Assemblea degli aderenti
 
6.1 L’Assemblea è costituita da tutti gli aderenti all’Associazione.
Le convocazioni sono effettuate su iniziativa del Presidente o, in caso di sua assenza o impedimento, da uno qualunque dei Consiglieri o dal Presidente del Collegio dei revisori, con avviso inviato (mediante posta ordinaria, elettronica, fax, telegramma, o altro mezzo ritenuto idoneo) agli aventi diritto almeno quindici giorni prima della data della riunione, contenente l’ordine del giorno, luogo, data ed ora della prima e dell’eventuale seconda convocazione, che non può avvenire nello stesso giorno della prima.
L’Assemblea dovrà essere convocata presso la sede dell’Associazione o, comunque, in luogo idoneo a garantire la massima partecipazione dei soci.
La convocazione dell’Assemblea può avvenire anche su richiesta di un decimo degli aderenti.
 
6.2 L’Assemblea è presieduta dal Presidente o, in caso di assenza o di impedimento di questi, sarà presieduta dalla persona eletta con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
L'Assemblea nomina un segretario ed, occorrendo, uno o più scrutatori.
Spetta al Presidente dell'Assemblea constatare la regolare costituzione della stessa, accertare l'identità e la legittimazione dei presenti, dirigere e regolare lo svolgimento dell'Assemblea ed accertare e proclamare i risultati delle votazioni.
Le deliberazioni dell'Assemblea devono constare da verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario o dal Notaio, se richiesto dalla Legge o da particolari esigenze.
 
6.3 L’Assemblea ordinaria ha i seguenti compiti:
eleggere i membri del Consiglio Direttivo;
decidere gli indirizzi dell’attività ed, eventualmente, sulla gestione del Centro di Servizio per il Volontariato;
eleggere i componenti del Collegio dei Probiviri;
eleggere i componenti del Collegio dei Revisori dei Conti;
approvare il bilancio preventivo e il rendiconto;
approvare i regolamenti, compreso quello elettorale, ed il codice etico eventualmente proposti dal Consiglio Direttivo;
deliberare in merito a tutte le materie e gli argomenti ad essa sottoposti da parte del Consiglio Direttivo.
 In prima convocazione l’Assemblea è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno degli aderenti. In seconda convocazione l’Assemblea è comunque regolarmente costituita.
Le deliberazioni dell’Assemblea sono adottate a maggioranza semplice dei presenti.
 
6.4  L’Assemblea straordinaria delibera sulle seguenti materie: 
A.approvazione e modificazione dello statuto sociale; 
B.scioglimento dell’Associazione, modalità di liquidazione e devoluzione del patrimonio.
Le deliberazioni di Assemblea straordinaria inerenti quanto previsto alla precedente lettera A saranno assunte, sia in prima che in seconda convocazione, con il voto favorevole della maggioranza assoluta degli aderenti. L’Assemblea straordinaria sulle materie di cui alla precedente lettera B delibera, sia in prima che in seconda convocazione,  con il  voto favorevole di almeno il 75 % (settantacinque per cento) (¾) degli aderenti.
 
Art. 7
Il Consiglio Direttivo
 
7.1 Il Consiglio Direttivo viene eletto dall’Assemblea degli aderenti, è composto da sei membri che durano in carica tre anni e sono rieleggibili. Qualora l’associazione fosse individuata quale gestore del Centro di Servizio, il Consiglio Direttivo verrà integrato ai sensi dell’art. 2 comma 4 lettera c) del D. L. Ministero del Tesoro 21/11/91 e successive modifiche.
Oltre alle incompatibilità previste dalle norme vigenti e della disposizione del successivo art. 8 secondo comma del presente statuto, il ruolo di Consigliere è incompatibile con incarichi amministrativi nella Pubblica Amministrazione (es. Sindaco, Assessore, ecc.).
In caso di dimissioni o decadenza di un consigliere di nomina assembleare subentra di diritto il primo dei non eletti, il quale verrà a scadere insieme al consiglieri già nominati.
I membri del Consiglio, compreso il Presidente, non ricevono remunerazione alcuna per le loro cariche. Va ovviamente previsto il rimborso delle spese sostenute per le attività connesse alle loro responsabilità in seno all’Associazione.
 
7.2 Il Consiglio Direttivo si riunisce su convocazione del Presidente e/o quando ne faccia richiesta almeno un terzo dei componenti.
Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza semplice in base al numero dei presenti. Le riunioni del Consiglio sono valide con la presenza della maggioranza dei suoi componenti e sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza, dal Vicepresidente, se nominato, o dal Consigliere più anziano di età.
Le riunioni del Consiglio Direttivo devono constare da verbale sottoscritto dal Presidente e dal segretario appositamente nominato di volta in volta.
 
7.3 Al Consiglio spettano tutti i poteri di gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione, salvo quelli che il presente statuto riserva all’Assemblea degli aderenti. Esso può, inoltre, delegare parte delle proprie attribuzioni ad uno o più dei propri componenti, determinandone i limiti e le eventuali modalità di esercizio della delega.
Non possono in nessun caso essere delegati e rimangono pertanto di esclusiva spettanza del Consiglio Direttivo i seguenti compiti:
a.deliberare sulle domande di ammissione degli aderenti;
b.redigere il rendiconto da sottoporre all'Assemblea;
c.redigere il bilancio preventivo da sottoporre all’Assemblea;
d.fissare le date e l’ordine del giorno delle Assemblee dei soci, siano esse ordinarie o straordinarie, qualora lo reputi necessario o venga chiesto dai soci;
e.redigere gli eventuali regolamenti interni e codice etico relativi all'attività sociale da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea dei soci;
f.redigere i programmi tecnici ed organizzativi dell’Associazione;
g.adottare i provvedimenti di radiazione verso gli aderenti, qualora si dovessero rendere necessari.
 
Art. 8
Il Presidente
 
Il Presidente ha la rappresentanza legale dell’Associazione, nei confronti dei terzi ed in giudizio.
Oltre alle incompatibilità previste dall’art. 7 del presente Statuto, il ruolo di Presidente e il ruolo di Consigliere sono incompatibili con quello di Presidente e Consigliere di enti del Terzo Settore diversi dalle organizzazioni di volontariato di cui alla l. 266/91.
Il Presidente convoca e presiede le riunioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo e, in caso di necessità ed urgenza, assume i provvedimenti di competenza del Consiglio Direttivo, sottoponendoli alla sua ratifica nella prima riunione successiva.
In caso di  assenza o impedimento del Presidente la rappresentanza legale, così come tutte le sue prerogative, spettano al Vicepresidente, se nominato, o al Consigliere più anziano di età.
 
Art. 9
Il Collegio dei Probiviri
 
Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri nominati dall’Assemblea, tra persone che non hanno altre cariche all’interno dell’associazione, né rapporti economici di alcun tipo con la medesima.
Il Collegio ha il compito di:
-dirimere le controversie tra gli aderenti, tra questi e l’Associazione o tra i suoi organi, tra i membri dei vari organi e tra i diversi organi;
-deliberare in merito ai ricorsi sottoposti ai sensi del precedente art. 3.
Il Collegio giudica secondo equità senza formalità di procedure. 
 
Art. 10
Il Collegio dei Revisori dei Conti
 
Il Collegio dei Revisori dei Conti è costituito da tre componenti effettivi, eletti dall’Assemblea tra persone che non hanno altre cariche all’interno dell’Associazione, né rapporti economici di alcun tipo con la medesima. I membri del Collegio rimangono in carica per tre anni e sono rieleggibili.
Qualora l’Associazione fosse individuata quale gestore del Centro di Servizio, il Collegio verrà integrato ai sensi dell’art. 2 comma 4 lettera c) del D. L. Ministero del Tesoro del 21/11/91 e successive modifiche.
Il Collegio elegge al suo interno il Presidente del Collegio, il quale convoca e presiede le riunioni.
Il Collegio dei revisori, pur senza obbligo di attività periodica prestabilita o di formalità alcuna, ha compiti di controllo sull’attività dell’Associazione, vigila sull’osservanza della legge e dello statuto, sui principi di corretta amministrazione e sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo. I Revisori possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e controllo e hanno accesso a tutta la documentazione dell’Associazione. Il Collegio potrà redigere verbali delle riunioni e dell’attività svolta e, se ritenuto opportuno, curare la tenuta del libro delle adunanze e delle deliberazioni del Collegio.
Il Collegio dei revisori deve riferire all’Assemblea sui risultati dell’esercizio sociale e fare le osservazioni e le proposte in ordine al rendiconto e al bilancio preventivo  e alla loro approvazione.
 
Art. 11
Rendiconto e  bilancio preventivo
 
L’esercizio sociale ha inizio il 1° gennaio e si chiude il 31 dicembre di ogni anno.
Entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio il Presidente dell’Associazione deve sottoporre all’approvazione dell’Assemblea un rendiconto economico, finanziario e patrimoniale relativo all’attività complessivamente svolta nell’esercizio precedente, corredato da una Relazione del Consiglio. Quando lo richiedano particolari esigenze, l’Assemblea per l’approvazione del rendiconto può essere convocata anche in un termine maggiore, comunque non superiore a 180 (centottanta) giorni dalla chiusura dell’esercizio; in questa evenienza, il Consiglio avrà cura di segnalare nella propria relazione le ragioni della dilazione.
Il rendiconto deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’Associazione, nel rispetto del principio della trasparenza.
Il rendiconto deve restare depositato presso la sede dell’Associazione per i quindici giorni precedenti l’Assemblea convocata per l’approvazione, a disposizione di chiunque abbia motivo e interesse alla consultazione, e ad esso deve essere allegata la relazione del Collegio dei Revisori dei Conti.
Entro il mese di dicembre di ogni anno, il Presidente deve altresì proporre all’Assemblea per l’approvazione il bilancio preventivo dell’attività per l’anno successivo.
 
Art. 12
Risorse economiche
 
L'associazione trae le risorse economiche per il funzionamento e lo svolgimento della propria attività da:
-eventuali quote associative e contributi dei soci;
-contributi di privati;
-contributi dello Stato, di enti e di istituzioni pubbliche;
-contributi di organismi internazionali;
-donazioni e lasciti testamentari;
-rimborsi derivanti da convenzioni;
-entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali;
-rendite di beni mobili o immobili pervenuti all'associazione a qualunque titolo.
 
Art. 13
Durata e liquidazione dell’associazione
 
La durata dell’Associazione è stabilita a tempo indeterminato.
Nel caso di scioglimento o di messa in liquidazione, i mezzi ed il patrimonio saranno devoluti, secondo le modalità ed i tempi stabiliti dall’Assemblea, ad altra organizzazione in grado di garantirne la destinazione ai fini analoghi a quelli individuati dal presente statuto.
 
Art. 14
Norma di rinvio
 
Per quanto non previsto dal presente statuto si fa riferimento alle  norme del Codice Civile ed alle disposizioni legislative vigenti in materia di volontariato.
 
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