La Penna Che Ferisce


LA PENNA CHE FERISCE 

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (…) richiamandosi ai dettati deontologici presenti nella Carta dei Doveri
del Giornalista – con particolare riguardo al dovere fondamentale di rispettare la persona e la sua dignità e di non discriminare nessuno per la razza, la religione,
il sesso, le condizioni fisiche e mentali e le opinioni politiche – ed ai principi contenuti nelle norme nazionali ed internazionali sul tema;(…) invitano, in base al
criterio deontologico fondamentale “del rispetto della verità sostanziale dei fatti osservati” contenuto nell’articolo 2 della Legge istitutiva dell’Ordine, i giornalisti italiani
a: osservare la massima attenzione nel trattamento delle informazioni concernenti i richiedenti asilo, i rifugiati, le vittime della tratta ed i migranti nel territorio
della Repubblica Italiana ed altrove e in particolare a:
a) Adottare termini giuridicamente appropriati sempre al fine di restituire al lettore e dall’utente la massima aderenza
alla realtà dei fatti, evitando l’uso di termini impropri;
b) Evitare la diffusione di informazioni imprecise, sommarie o distorte riguardo a richiedenti asilo, rifugiati, vittime
della tratta e migranti. CNOG e FNSI richiamano l’attenzione di tutti i colleghi, e dei responsabili di redazione in particolare,
sul danno che può essere arrecato da comportamenti superficiali e non corretti, che possano suscitare allarmi
ingiustificati, anche attraverso improprie associazioni di notizie, alle persone oggetto di notizia e servizio; e di riflesso alla
credibilità della intera categoria dei giornalisti;
c) Tutelare i richiedenti asilo, i rifugiati, le vittime della tratta ed i migranti che scelgono di parlare con i giornalisti,
adottando quelle accortezze in merito all’identità ed all’immagine che non consentano l’identificazione della persona, onde
evitare di esporla a ritorsioni contro la stessa e i familiari, tanto da parte di autorità del paese di origine, che di entità non
statali o di organizzazioni criminali. Inoltre, va tenuto presente che chi proviene da contesti socioculturali diversi, nei quali
il ruolo dei mezzi di informazione è limitato e circoscritto, può non conoscere le dinamiche mediatiche e non essere quindi
in grado di valutare tutte le conseguenze dell’esposizione attraverso i media;
d) Interpellare, quando ciò sia possibile, esperti ed organizzazioni specializzate in materia, per poter fornire al pubblico
l’informazione in un contesto chiaro e completo, che guardi anche alle cause dei fenomeni.

Web design: Excogita